“Non m’interessa ciò che fai per vivere. Voglio sapere che cosa ti fa male – e se osi sognare di incontrare il desiderio del tuo cuore. Non m’interessa quanti anni hai. Voglio sapere se rischierai di sembrare un pazzo – per amore – per i tuoi sogni – per l’avventura di essere vivo.”

Oriah Mountain Dreamer

Piacere, sono Agnese Fiorino

Psicoterapeuta, Neuropsicologa

Piacere, sono Agnese Fiorino

Psicoterapeuta, Neuropsicologa

Sono, ancora, quella bambina introversa che sognava avventure fantastiche, che divorava libri di mitologia e che a volte al pomeriggio invece di andare al parco amava ricopiare in silenzio quadri di Raffaello e di Botticelli.

Sono, ancora, quella bambina che non obbediva quando la maestra a scuola cercava in tutti i modi di obbligarla a smettere di scrivere con la mano sinistra.

Sono, ancora, quella ragazzina delle scuole medie che si sentiva spesso diversa dagli altri, a cui i professori affiancavano come compagni di banco i ragazzi più fragili perché se ne sapeva prendere cura, che alla sera a letto ascoltava nel walkman Losing my Religion dei REM e Wind of change degli Scorpions pensando a tutte le cose che crescendo avrebbe potuto cambiare per sentirsi più felice.

Sono ancora, quella ragazza delle scuole superiori che iniziava a sognare il proprio futuro lavorativo ed oscillava tra Medicina e Psicologia, persa tra una lettura di Jung ed una di Focus, e che un pomeriggio in libreria scopriva la potenza delle parole di C. Pinkola Estes e di Donne che corrono coi lupi.
A lei devo ancora moltissimo di quel che oggi faccio, di quello in cui credo e di quello che sono.

Sono, ancora, quella studentessa universitaria appena ventenne che nel 2002 per seguire l’amore e per nutrire la passione per le Neuroscienze saliva su di un treno da Roma a Milano in una tiepida giornata di settembre e che, con il trasferimento dalla Università La Sapienza alla Università Vita Salute San Raffaele, cambiava da cima a fondo il proprio futuro con un sorriso enorme stampato sul viso.

Sono, ancora, quella neolaureata in Psicologia che nel 2004 sceglieva il tirocinio post lauream in un reparto di Neurologia come Neuropsicologa e che a ventiquattro anni vinceva, candidandosi quasi per gioco, il Dottorato di Ricerca in Psicobiologia.

Sono ancora quella professionista che per tantissimi anni avrebbe passato le proprie giornate tra test neuropsicologici da somministrare, referti da scrivere, tirocinanti da supervisionare, caffè con le “amichecolleghe” in pausa pranzo e serate ad uscire tardi dall’Ospedale animata dal sacro fuoco della curiosità e della passione.

Per molto tempo sono stata quella.
Mi bastava. Mi sentivo piena.
Ma l’incanto non è durato per sempre.
Negli anni, piano piano, sentivo che iniziava a mancarmi un pezzo.
Mancavano gli strumenti per la comprensione dell’altro, quella profonda, quella per cui i test neuropsicologici non bastavano.

Nel 2009 scelsi quella che poi sarebbe diventata la mia Scuola di Specializzazione dando ascolto a come mi faceva sentire essere intervistata da quelli che poi negli anni sarebbero diventate figure centrali per la mia formazione.

Mi colpirono la loro curiosità, l’accoglienza, la disponibilità e la loro capacità di provocazione gentile capace di farmi vedere, anche se solo in un contesto di selezione, alcune mie dinamiche personali che prima di allora non avevo mai notato.

I quattro anni della Scuola furono rivoluzionari: nel corso di essi non solo imparai tante nuove ed affascinanti nozioni sulla mente umana, ma per la prima volta imparai a conoscere me stessa. Guadagnai questa consapevolezza sedendo per molti anni un’ora a settimana su di una comoda poltrona davanti ad occhi gentili in una piccola stanza nella quale ancora oggi mi reco quando ho bisogno di fare il punto su me stessa, ed intanto che parlo dalla grande finestra davanti a me posso scorgere le stagioni mutare forma e colore.

Proprio come fanno le persone che oggi accolgo nel mio Studio, fu la crisi a portarmi a toccare il fondo e ad obbligarmi a guardare in faccia quelle parti di me di cui mi vergognavo o di cui avevo paura maggiormente, a conoscere aspetti di me che avevo involontariamente nascosto, a fare pace con la mia storia, a riconoscere i miei limiti e ad ascoltare la mia vulnerabilità.

Fu lì, in tutto quel vedermi, che iniziai a guardare a me stessa.

In tutte le mie parti.

Nel 2020 tra la pandemia e l’arrivo della mia seconda bambina decisi di limitare la mia presenza in Ospedale come Neuropsicologa e nel febbraio 2022 lo salutai definitivamente.

Non mi bastava più.

Oggi ho deciso di dedicarmi a tempo pieno all’attività privata come Psicoterapeuta e come Neuropsicologa.

Già a partire dagli ultimi anni di Scuola di Specializzazione grazie al tirocinio presso il Centro Psiche Donna dell’Ospedale M. Melloni specializzato nel supporto emotivo alle donne in gravidanza e nel post parto ho iniziato a rivolgere il mio interesse specifico al tema del trauma complesso in età evolutiva ed adulta.

Da allora ho proseguito a formarmi sul trattamento del trauma da attaccamento e sui disturbi di personalità attraverso numerosi corsi di perfezionamento, seminari e workshop.

 

In questi anni non ho mai rimpianto la crisi di tanti anni fa.

Ho ringraziato il dolore, la fragilità, la paura, il silenzio e la delusione più e più volte.

Senza averle ascoltate non sarei qui oggi, a fare quel che amo nel modo che preferisco.

Senza averle ascoltate probabilmente ancora adesso vivrei una vita a metà.

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